Non dimenticare di abbracciarmi online dating

Può essere il puro e narcisistico gusto di essere semplicemente cercati.Di sapere che l’altro ci vuole, ci desidera, ci brama. Ecco quindi un elemento in comune e che rende impossibile l’amore vero tra chi fugge e chi rincorre: la disistima.Giulia prosegue raccontandomi dei loro incontri passionali, ma che, puntualmente, lui spariva senza giustificazioni e che poi riappariva a suo piacimento, con scuse vaghe e sempre sfuggente. Mi mancava, avevo voglia di sentirlo, non per disturbarlo ma semplicemente per avere notizie di lui, volevo fare parte della vita che non mi raccontava, volevo esistere e non mettermi da parte, avevo bisogno di lui e più mi sentivo emarginata dal suo mondo, più volevo entrarci. Quando tornava da me facevamo l’amore per ore, con passione e trasporto. Lui spariva e io alla fine cedevo al desiderio di sentirlo. Il desiderio non appagato è un cane che si morde la coda, gira sempre in cerchio e non lascia via di scampo.Una sera Giulia non ci sta più, e decide di chiedere spiegazioni. Io sto bene con te, e sono felice di vederti ma mi spieghi perché ogni tanto sparisci? Perché mi dici che mi ami, fai l’amore con me e poi te ne vai? Se dice di si, in qualche modo ammette che anche a lei va bene continuare in questo modo. Io non sapevo più come comportarmi di fronte ai suoi mutismi, ai suoi lunghi silenzi. Io mi donavo a lui più che potevo come per dirgli: “Ti prego, amore, resta. Più l’altra persona si farà desiderare, più noi cadremo nel gioco di desiderarla.Poi basta che mi regali una rosa e mi dimentico di tutto». Ma potrebbe essere chiunque: un uomo perso per una donna che non lo ricambia, una ragazza più giovane alle prese con il primo amore, una moglie impazzita di desiderio per un amante che la sottrae alla routine del matrimonio, un manager d’azienda così come qualsiasi figura o ruolo dove si cerca di essere in genere impeccabili e seri.

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Chi non chiama rivendica i propri spazi e la propria libertà, ma chi telefona di continuo necessita di una vita altrui della quale appropriarsi. Non importa quindi se gli piaci abbastanza o se non gli piaci davvero.

Abbiamo fatto l’amore, non lo nego, proprio quella sera. Sono perfino andata sotto casa sua un paio di volte, per vedere se c’era, ma no. Non sui libri, come posso aver studiato nei testi di psicologia, ma nella pratica, nella vita. Con lui ho imparato che la natura del desiderio è proprio questa: meno viene appagato, e più si desidera. Chi rincorre non comprende che non sta veramente amando, ma vorrebbe amare.

Mi ero ripromessa di non farlo, di aspettare e conoscerlo meglio. e che con lui scivolasse via questa occasione di innamorarmi e di essere felice con qualcuno». Giulia, o chi come lei rincorre in amore, questo non lo sa. Comprendere questa caratteristica del desiderio è quindi fondamentale per imparare a gestirlo e non farsene intrappolare. Non sta realmente desiderando quella persona, ma sta desiderando di appagare il suo desiderio di amare quella persona.

Può essere la paura di mettersi nelle mani di un’altra persona, di fidarsi di qualcuno, di sacrificarsi o di limitare la propria libertà.

Può essere il non accettare le proprie emozioni e i propri sentimenti così come il bisogno di controllare tutto.

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